Un giorno alle Poste!

Storia

Il Palacio de Comunicaciones di Valencia venne costruito tra il 1915 e il 1922 su un progetto di Miguel Ángel Navarro Pérez (Saragozza 1883-1956), un giovane ma talentuoso architetto che si era aggiudicato il Concurso Nacional de projectos nel 1911.

Palacio de Comunicaciones

E’ un edificio dallo stile eclettico e dall’aspetto monumentale, che riflette l’importanza che rappresentavano poste e telegrafi all’inizio del secolo scorso.

L’umile quartiere di pescatori in cui venne edificato si trasformò ben presto nel centro nevralgico della città, la Plaza del Ayuntamento.

Facciata esterna

Sulla facciata asimmetrica, decorata con colonne e semi-colonne ioniche, spiccano le sculture del timpano sopra l’entrata principale, cinque figure femminili sedute che rappresentano i cinque continenti.

Più su, ai lati dell’orologio, altri due gruppi scultorei raffigurano ciascuno tre angeli con in mano lettere e fulmini (simbolo del telegrafo), rispettivamente in groppa a una locomotiva e a una nave. Ancora più in alto svetta una torre metallica alta trenta metri, dotata di una scala a chiocciola interna da cui si accede al mirador, che è a sua volta sovrastato da un astrolabio sferico. Si tratta di una riproduzione recente della torre de telecomunicaciones che figurava nel progetto originale ma era stata eliminata.

L’interno

All’interno, una sala dalla pianta ovale riproduce lo stile della facciata con grandi colonne marmoree di stile ionico, che reggono i due piani di loggioni (da cui si accede agli uffici) e un sontuoso lucernario ovale a cupola di vetro e metallo. I 370 pannelli che lo compongono contengono gli scudi delle quarantotto province spagnole. Nel centro c’è una riproduzione in ottone dello scudo della città di Valencia, dal quale fuoriescono dei fulmini.

Lucernaio interno

La doppia “L” che campeggia sullo scudo vuol dire doblemente leal, un riconoscimento alla città che risale alle guerre tra Castilla e Aragona del XIV secolo.

Tornando all’esterno, sulla facciata laterale rivolta a nord si trovano due imponenti teste di leone in ottone, le cui bocche spalancate sono originali buche delle lettere per spedire a España o al Extranjero.

Non c’è valenciano che non ricordi il brivido infantile di infilare la mano nelle fauci di una di quelle belve per spedire la lettera a los Reyes.

Un giorno al Correos

Per chi arriva da una grande città italiana, Valencia sembra un’oasi di pace e tranquillità. Cielo terso e aria limpida, niente traffico, terrazas piene di gente che mangia, beve e ride a metà mattina. Chi resta a viverci impara presto a riconoscerne luci e ombre, ma certe esperienze lasciano comunque il segno e contribuiscono a consolidare l’impressione positiva che lascia questa città.

Non c’è esperienza migliore di una visita al Correos di Plaza Ayuntamiento per innamorarsi di Valencia. Non per niente è uno dei luoghi più amati dai valenciani, che ne imparano a conoscere la bellezza fin da piccoli. Perciò è una meta obbligata per il turista e un luogo da scoprire e riscoprire per chi vive qui.

Anche se oggi lettere e cartoline sono un po’ passate di moda, il servizio postale resta fondamentale per lo scambio di oggetti materiali, denaro o documenti formali.

LA TRANQUILLITA E LA PACHEZZA LA FA DA PADRONA

In tutto il centro di Valencia l’unica sede delle Poste è quella di Plaza del Ayuntamiento. Ma l’ambiente non è certo quello di un ufficio postale al quale siamo abituati.

La sala ovale che accoglie il pubblico ha la solennità di una chiesa. Uno sguardo solo non riesce ad abbracciarla tutta, occorre volgersi in alto, verso il lucernario sfaccettato; intorno, tra le imponenti colonne ioniche; in basso, specchiandosi nel pavimento di marmo. L’attesa del proprio turno non potrebbe essere più spettacolare. D’estate, poi, è un meraviglioso rifugio dalla calura impietosa della città. Per questo, oltre al via vai di chi spedisce e ritira la corrispondenza, non mancano mai turisti con lo sguardo all’insù e persone che stanno lì solo per godersi qualche minuto di pace.

Per quanto mi riguarda, in sei mesi di frequentazione quasi quotidiana, non mi sono mai imbattuto in un impiegato scortese o poco efficiente; invece mi sono ritrovato spesso ad ascoltarli mentre mi raccontavano felici che erano stati a Roma, Firenze o Venezia. Un giorno ho domandato ad una impiegata che cosa significasse la doppia “L” che campeggia sullo scudo al centro del lucernario e lei con sorprendente preparazione, mi ha snocciolato tutta la storia “de los dos Pedros”, i re di Castilla e Aragona!

Scheda comparativa prezzi con l’Italia
Fonte correos.es – poste.it

Il servizio postale spagnolo, in generale, è più semplice ed economico di quello italiano, oltre che più rapido. Ecco qualche esempio.